Mio cugino vs il professionista del web

In Italia si sa, chi sviluppa siti internet è sempre visto come il ragazzetto “bravo con il computer”, ma purtroppo ancora oggi non si riesce a vedere lo sviluppo web di un professionista come un vero e proprio lavoro.
Ora la domanda a cui mi piacerebbe provare a rispondere è: siamo sicuri di porci in maniera professionale?

Prima di scrivere questo post, ho fatto un giro su vari gruppi Facebook di sviluppo web (design e developer) e quello che ho visto è un mucchio di ragazzetti piuttosto che un gruppo di professionisti. Non fraintendetemi, la maggior parte produce siti incredibili, ma leggere domande come “quanto potrei chiedere per questo sito?” o come “questo cliente ha un budget di €150 e devo fare un sito di 10 pagine, che mi dite di fare?”.
Per quanto puoi essere bravo, se ti poni in questo modo, non potrai mai raggiungere la professionalità che ti permettrà di venir visto come un vero lavoratore.

Ma andiamo con ordine.

La prima cosa da capire è che il web è cambiato e definire il costo a pagina è come cercare di costruire una casa con i mattoncini del Lego. Ad oggi sono presenti CMS (Content Management System) che permettono di creare siti da migliaia di pagine, quindi parlare di costo a pagina è alquanto obsoleto.
Ha secondo me più senso parlare di tecnologie, spiegarne i pro e i contro e lasciare al cliente la possibilità di decidere quale scegliere.

La seconda cosa è restare aggiornati. La tecnologia si evolve e rimanere indietro significa perdere delle chance per fornire un prodotto migliore di altri. Nell’era in cui tutti hanno uno smartphone, ha ancora senso costruire siti non-responsive?

Detto questo, passiamo alla parte creativa del sito. Quante volte un developer preferisce produrre la parte grafica piuttosto che chiedere il supporto di un professionista? Per quanto ci si possa avvicinare ad un buon risultato, non si raggiungerà mai la capacità che ha un designer di materializzare la sua vena creativa. E questo discorso vale anche per i designer che provano a scrivere codice.

Utilizzo del brand altrui

Su questo ultimo punto, apro una parentesi che troppo spesso viene ignorata.
Quando si utilizza il marchio di altri, bisogna rispettare le regole che son state definite. I loghi dei vari social network, hanno delle guideline ben precise su come vanno utilizzati, e no! non puoi colorare in giallo il logo di Twitter, nemmeno se il tuo sito è tutto giallo.

Ecco le principali guideline di utilizzo del logo:

 

Detto questo, possiamo tornare al nostro elenco di cose per essere riconosciuti come professionisti.

Un altro aspetto da tenere a mente è il posizionamento di mercato. Se ci si pone in una fascia bassa, si svaluterà non solo il nostro lavoro, ma anche quello del resto del settore. Il famoso cugino che lo fa con €30, deve risultare la scelta più scomoda, anche perché sicuramente non sarà in grado di fare SEO, non saprà come implementare né la cookie policy né la privacy policy, ma soprattutto non sarà mai un vero professionista.
Quello che in questi anni si è imparato, deve essere tenuto da conto e non si può pensare di abbassare il proprio prezzo perché altrimenti il cliente fa produrre il sito a suo cugino.

Ecco quindi perché continuano a chiamarci “ragazzetto del web”: iniziamo oggi a comportarci come professionisti e troveremo un settore riconosciuto domani.


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