L’eterna diatriba tra sito responsive, web app e mobile app

Sito reponsive, web app o mobile app? Ma che confusione!!!

Ok, so che ne hanno già parlato in migliaia e forse il tema non è nemmeno così “fresco”, ma credo abbia senso provare a fare chiarezza, ancora una volta, cercando di non utilizzare troppi tecnicismi.

Partiamo dal capire cosa si intende per ognuna delle tre categorie:

Sito responsive – Il sito responsive non è altro che un sito internet che è in grado di adattarsi alle dimensioni dello schermo.

Mobile app – Per mobile app si intende un software in grado di funzionare su dispositivi utilizzati in mobilità come smartphone e tablet.

Web app – La web app è una via di mezzo tra il sito responsive e la mobile app, in quanto è prodotta con tecnologia web, ma fornisce una funzionalità più precisa.

Ora che abbiamo dato una spiegazione delle varie categorie, cerchiamo di capire quando è meglio scegliere una piuttosto dell’altra.

Un pizzico di storia

Quando Apple nel lontano giugno 2007 lanciò l’iPhone, non presentò solo un telefono, ma una vera e propria rivoluzione. Fino a quel momento, si erano visti palmari in grado di telefonare e cellulari in grado di far girare software, ma nessuno di questi era ben amalgamato e soprattutto nessuno di questi aveva il touch che conosciamo oggi.
Sì ok, c’era la pennina e qualcuno rispondeva anche abbastanza bene, ma un prodotto con una sensibilità come quella dell’iPhone, non c’era.
Inoltre il design di Apple, nel quale ha sempre eccelso, lasciava a bocca aperta, lo schermo occupava tutto il dispositivo e poi, che fine aveva fatto la tastiera?
Tra tutte le novità introdotte da iPhone, arrivarono anche le web app (che oggi possiamo considerare come le nonne delle attuali mobile app) che permettevano ad uno sviluppatore web di poter creare un sito in grado di restare “visibile all’utente” sul dispositivo.
Prendiamo ad esempio il preferito usato sui browser internet: quando si visita spesso un sito, di norma lo si aggiunge alla barra dei preferiti di modo da poterlo raggiungere più velocemente. Ecco, dal punto di vista dell’utente, le web app non erano altro che icone di preferiti presenti tra i software installati nel telefono.
Lato sviluppatore web invece, era una nuova scommessa perché tutto quello che fino a quel momento era un sito visitabile dal computer desktop, si spostava nella tasca dell’utente. In più si avevano a disposizione nuove possibilità, tipo quella di salvare le preferenze e dati dell’utente, permettendo quindi di poter creare vere e proprie applicazioni.

Dopo qualche anno, tutto ciò si è evoluto: gli smartphone hanno iniziato ad avere sempre più funzionalità (fotocamera, sensori, ecc.) e negli store delle varie piattaforme sono comparse migliaia di applicazioni sviluppate da programmatori e non più da sviluppatori web. Questo ha comportato che il web tornasse a fare il web e il software, il software.

E quindi? Come mai ancora oggi c’è il dubbio su quale usare?

Personalmente, credo che il dubbio nasca dal fatto che le web app siano viste da alcuni come siti responsive e da altri come mobile app, ma la realtà è che rimangono web app.
La scelta su quale usare però rimane semplice: partendo dal fatto che oggi il sito internet DEVE essere responsive, un po’ perché sarebbe anacronistico avere un sito che non si vede correttamente sugli smartphone e un po’ perché Google, favorendo nella ricerca i siti responsive da smartphone e tablet, ha effettivamente smesso di mostrare quelli che non lo sono, rimane la scelta tra web app e mobile app per tutti quei prodotti che hanno una determinata funzionalità.

Ovviamente i siti non sono tutti uguali, c’è una bella differenza tra il sito vetrina, il blog e un sito come Airbnb. Mentre i primi e i secondi offrono informazioni di vario genere, gli ultimi invece sono a tutti gli effetti delle app che girano su internet, ed ecco quindi che riassumendo si ha:

sito di informazione -> sito responsive

sito con funzionalità -> (web o mobile) app

Analizzando nello specifico il caso Airbnb, se si visita il sito da uno smartphone si arriva alla web app e si ha una certa esperienza, mentre se si usa l’app scaricata dallo store del cellulare, l’esperienza è molto diversa. Anche solo in termini di velocità e senza entrare nello specifico delle varie funzionalità, la mobile app risulta molto più veloce e fluida rispetto alla web app.

A questo punto, tenendo in considerazione che, in linea di massima, fare una mobile app costa di più della creazione di una web app e tenendo anche conto che oggi, molte funzionalità come la localizzazione GPS e l’accesso alla fotocamera sono accessibili anche da web, ha senso farci una pensata prima di scegliere.

Startup vs Azienda: due casi comuni

Immaginiamo una startup che sta lanciando un prodotto multi-piattaforma, ma che allo stesso tempo non ha idea di come il mercato valuterà la propria idea. In questo caso la soluzione più veloce e sensata sembra essere una web app che permette di portare la funzionalità desiderata contemporaneamente su tutte le piattaforme. Così facendo, la startup sarà pronta in breve tempo e potrà capire come muoversi risparmiando anche qualche soldo.

Spostiamoci ora su un’azienda con un prodotto web consolidato che si trova a dover fornire accesso in mobilità ai suoi utenti. Anche in questo caso la soluzione più veloce sembra essere quella di rendere il servizio web accessibile da smartphone, ma avendo l’azienda (si suppone) qualche soldo in più da investire, ha senso sviluppare l’app almeno per le principali piattaforme e dare così all’utente un servizio più comodo.

Visti questi due casi comuni, bisogna però sottolineare che in generale ogni caso va valutato a sé. Ci sono startup che non hanno necessità della presenza sul web, ma devono assolutamente avere l’app, così come ci sono aziende che hanno prodotti che non avrebbero alcun senso su smartphone.

Detto questo, spero di essere riuscito nel mio intento di sviscerare anche gli ultimi dubbi sul tema, ma se ancora ci fosse qualcosa di poco chiaro, non esitare a contattarmi.


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