Perché il design è prima di tutto progettazione

Perché il design è prima di tutto progettazione

Quest’anno sono stato ai Digital Design Days (#DDD18) e qui condivido con voi cosa mi sono portato a casa.
Non mi riferisco ai gadget, ma più che altro ad alcune considerazioni legate al mondo del design attraverso gli occhi di un profilo tecnico.

Inizio con una piccola e doverosa nota, che per alcuni sarà scontata, ma repetita iuvant.

Quando si parla di design si tende a pensare alla parte creativa, alla parte grafica. In Italia infatti spesso caschiamo nel tranello a causa del suo false-friend “disegnare”.
La realtà delle cose è che “design” è un termine inglese che significa progettazione e vale per tutto, non solo in termini di creatività.

Ora potremmo stare qui a disquisire per ore sul fatto che in fondo se si progetta qualcosa, un po’ di creatività bisogna metterla, ma per questa volta ve lo risparmio.

Voglio piuttosto raccontarvi questo.

Come vi dicevo sono stato ai #DDD18, in particolare nella giornata di sabato 17 marzo, purtroppo solo quella.
Dopo aver visto la prima presentazione di Haraldur Thorleifsson di Ueno, decisamente motivante, sono arrivate le ragazze di Hey, uno studio di progettazione grafica di Barcellona.

Non conoscendolo, sono andato a vedere il sito e a prima vista ho pensato: “non mi piace!”, però avendo pagato un biglietto per essere lì, dovevo (volevo) ascoltare cosa avessero da dire.

Veronica ed Eva hanno iniziato la loro presentazione parlando dello studio e poi sono andate dritte a mostrare alcuni dei loro lavori.

Progetto Every Hey
© Hey | Progetto Every Hey

 

Che dire? Ero decisamente prevenuto.
Lavori stupendi, grafiche estreme e tanta voglia di sperimentare.

A questo punto mi è venuto un dubbio.
Come mai son passato da “non mi piace/non mi interessa” a “wow/pazzeschi”?

La risposta credo stia nel fatto che approcciare la creatività con la logica di un programmatore è la cosa più sbagliata che ci sia.
Con la loro presentazione, Veronica ed Eva sono state in grado di mostrare a tutti i presenti il loro processo creativo e “hackarmi” l’opinione sui loro lavori.

Poi però mi sono fatto un’altra domanda: “il (graphic) design deve essere spiegato? Non dovrebbe essere percepito?”.

La risposta che mi sono dato è che probabilmente va spiegato solo a chi parte pensando di avere la soluzione in tasca o a chi parte prevenuto, come il sottoscritto.
Ed è proprio questo il punto: il design è prima di tutto progettazione, mentre il risultato di questa progettazione è solitamente la soluzione al problema di comunicazione da cui si era partiti.


Una seconda considerazione che ci tengo a condividere è in ambito più tecnologico.

In passato, ho notato che molti sviluppatori tendono – o tendevano – a vedere il (graphic) design come un nemico, ma mai come in quella presentazione io ci ho visto ancora una volta un amico, l’anello di congiunzione tra lo sviluppo e chi ne usufruirà.

In fondo, come scritto anche sopra, il design è progettazione. E scrivere codice? Non è anche questo progettazione?

Sviluppo e design non sono poi così lontani.

Per quanto mi riguarda, ho sempre guardato il design in maniera superficiale liquidandolo con un semplice “mi piace/non mi piace”.
Devo ammettere però, che da qualche tempo ho imparato a valutarne la bellezza, cercando di capire il percorso e lo studio che ci sono dietro.

Credo che in ultima analisi, sia molto importante per un tecnico cercare la sua vena creativa o per lo meno sforzarsi di non ragionare sempre e solo con la logica.


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