Perché il design è prima di tutto progettazione

Quest’anno sono stato ai Digital Design Days (#DDD18) e qui condivido con voi cosa mi sono portato a casa.
Non mi riferisco ai gadget, ma più che altro ad alcune considerazioni legate al mondo del design attraverso gli occhi di un profilo tecnico.

Inizio con una piccola e doverosa nota, che per alcuni sarà scontata, ma repetita iuvant.

Quando si parla di design si tende a pensare alla parte creativa, alla parte grafica. In Italia infatti spesso caschiamo nel tranello a causa del suo false-friend “disegnare”.
La realtà delle cose è che “design” è un termine inglese che significa progettazione e vale per tutto, non solo in termini di creatività.

Ora potremmo stare qui a disquisire per ore sul fatto che in fondo se si progetta qualcosa, un po’ di creatività bisogna metterla, ma per questa volta ve lo risparmio.

Voglio piuttosto raccontarvi questo.

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Mio cugino vs il professionista del web

In Italia si sa, chi sviluppa siti internet è sempre visto come il ragazzetto “bravo con il computer”, ma purtroppo ancora oggi non si riesce a vedere lo sviluppo web di un professionista come un vero e proprio lavoro.
Ora la domanda a cui mi piacerebbe provare a rispondere è: siamo sicuri di porci in maniera professionale?

Prima di scrivere questo post, ho fatto un giro su vari gruppi Facebook di sviluppo web (design e developer) e quello che ho visto è un mucchio di ragazzetti piuttosto che un gruppo di professionisti. Non fraintendetemi, la maggior parte produce siti incredibili, ma leggere domande come “quanto potrei chiedere per questo sito?” o come “questo cliente ha un budget di €150 e devo fare un sito di 10 pagine, che mi dite di fare?”.
Per quanto puoi essere bravo, se ti poni in questo modo, non potrai mai raggiungere la professionalità che ti permettrà di venir visto come un vero lavoratore.

Ma andiamo con ordine.

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Slide, slide e yaaaawn…

Qualche giorno fa ero ad un evento organizzato da Il Sole 24 ore dove si è parlato di CDO (Chief Digital Officer) e tra gli speaker presenti all’evento c’erano figure di spicco di aziende importanti.

Dopo le prime presentazioni, notavo come la cosa per me più scontata, in realtà non lo sia per nulla. Di cosa parlo? Parlo delle slide.

Esistono ovviamente milioni di libri sull’argomento “presentazione”, ci sono quelli che raccontano di come faceva Jobs, quelli che spiegano come creare una presentazione TED-style e quelli che svelano i “trucchi zen”, ma sono convinto che se non ci si pongono prima delle domande, anche leggendo tutti i libri del mondo, si continuerà ad annoiare le persone.

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